Pornografia sul web troppo diffusa e banale


porno-online-banaleSe il web ha liberato la pornografia dal consumo nascosto, di nicchia, conferendole una legittima esistenza persino nel nostro quotidiano più banale, quasi fosse un elettrodomestico dei sensi, che cosa è diventato l’universo “xxx”? Conserva in sé ancora qualche piccolo frammento di trasgressione, o ormai la diffusa pratica della sessualità in rete ha banalizzato tutto? Secondo alcuni studiosi il porno online ha spazzato via ogni possibile tentazione per approdare ad una dimensione di banalità e la visione del porno come forza contro la censura, contro la norma, è ormai superata. I linguaggi dello spettacolo hanno portato a una eroticizzazione sempre maggiore del mondo, basti pensare alla pubblicità, tanto che il proibito ha perso ormai mistero e fascino. La prima rivoluzione è avvenuta con gli anni Sessanta del Novecento, quando la stampa periodica ha portato alla luce del giorno la pornografia, ma entro certi limiti. Oggi Youporn e altri siti simili sono andati ben oltre ciò che ci si poteva aspettare. E ha dato a tutti la possibilità di salire sul palcoscenico del porno.

 

Sono le nuove sfumature imposte dalla digitalizzazione del mondo. Esiste persino una letteratura sociologica di cultura cattolica che ha colto in questa maggiore accessibilità del porno un elemento sì dai risvolti negativi ma, al tempo stesso, il contributo ad una maggiore capacità di vivere il sesso. Ancora una volta l’interpretazione di questo fenomeno è inscritta nel rapporto che la civiltà ha con la tecnologia: questa aiuta l’essere umano oppure gli va contro? L’atto pornografico perde ogni connotato culturale, politico. È ormai una certezza che arriveremo ad una simulazione per intero di un rapporto sessuale, grazie anche alla tecnologia 3d. Non è peregrino che la sempre più massiccia presenza di pornografia e gioco d’azzardo in rete portino ad un nuovo proibizionismo in chiave digitale. Quello che il potere ritiene rischioso per la propria sopravvivenza viene sempre interdetto.