Porno incentivi in Inghilterra


pole dancerPorno incentivi in Inghilterra. Tra le varie ricette anti crisi, una delle più accreditate nel panorama italiano è quella di abbattere il cuneo fiscale delle aziende per incentivare le assunzioni. Lo ripete da tempo, ad esempio, Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria. In Inghilterra da un mese hanno varato degli incentivi per chi assume dei giovani che vanno in questa direzione.

Da Londra soluzione alla crisi. Il governo inglese offre incentivi all’industria del sesso per assumere giovani. Lo Stato, garantisce ai datori di lavoro che operano nell’industria del sesso un assegno di 2,275 sterline (circa 2,750 euro) per ogni assunto di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Leggendo bene il documento del Ministero del Lavoro lascia un po’ perplessi la lista dei lavori per cui si può richiedere l’assegno. Difatti l’intento del governo era quello di  includere quelli che riguardano la vendita, la produzione, la distribuzione e l’esposizione di prodotti correlati al sesso ma non chi direttamente fornisce servizi o svolge lavori di natura sessuale. Quindi in questo senso sono presenti anche i «lavoratori ausiliari in strip club – ad esempio personale del bar, portieri, receptionist o addetti alle pulizie e gli ausiliari in saune e centri massaggi». Esclusi dalla lista gli attori, pole dancer, spogliarellisti, lottatrici nel fango etc. Quello che stupisce è che i registi, i produttori, i cameraman. che dunque assistono all’atto sessuale , possano usufruire degli incentivi ma non chi serve ai topless bar, gli operatori di sexy chat line o a chi esegue massaggi nelle saune.

Quando in Italia?Questo provvedimento  ha avuto un iter pieno di ostracismi persino nella culla del pensiero liberale figuriamoci da noi. Basti pensare che i media nostrani ci propinano ogni nuovo cappellino delle donne di corte ma ha sorvolato su questo piccolo provvedimento che ha comunque diviso l’opinione pubblica. Fiona Mactaggart, Deputato Laburista ha dichiarato all’Huffington Post che «è intollerabile non sapere in quali ruoli i ragazzi sono stati assunti», peggio ancora il fatto che il «ministero non sappia chi trae benefici dall’assunzione dei giovani (…). Avendo parlato con molte ex prostitute, so che questi sono spesso i lavori d’ingresso in un mondo di totale sfruttamento e violenza». Quindi se il dire che questo provvedimento costituisce la soluzione alla crisi è ovviamente una provocazione, è altrettanto vero che in Italia dove vige la doppia morale di stato provvedimenti simili purtroppo non vedranno mai la luce.