Il preservativo e l’Aids hanno distrutto la Los Angeles del porno


preservativo-aidsNon solo la nuova legge che impone l’uso del preservativo sui set hard ma anche e soprattutto un nuovo allarme Aids. Tutto questo ha portato la mecca del porno, Los Angeles ai minimi storici come produzioni di nuovi film a luci rosse. Quella che una volta era la fiorente industria del porno, sta inesorabilmente perdendo pezzi ogni anno che passa. Le difficoltà che sta incontrando sul suo cammino sono grosse, tanto grosse che in questi giorni è appena finito uno stop alle riprese, chiesto a gran voce ed ottenuto dalla Free speech coalition (la Trade association della categoria) durato mesi. Il tutto a causa dell’allarme Aids. Qualche mese fa, infatti, si era sparsa pericolosamente la voce che un noto attore hard fosse sieropositivo. Anche se le star del porno si sottopongono al test sull’Hiv ogni tre settimane, questa è una malattia che abitualmente torna a turbare i sonni dell’industria del porno made in Usa. Un tarlo, che si infiltra silenzioso nel cervello, ma che crea timori e paure non di poco conto. Anche perché l’Aids, nel mondo, è viva e vegeta; anche se ormai non se ne parla praticamente più.

 

Sta di fatto che questo timore di un nuovo contagio ha fatto letteralmente precipitare il numero di permessi per girare film: nella sola Los Angeles, nel 2013, il calo è stato del 90% rispetto all’anno precedente. Colpa anche di una legge, approvata nel 2012, che ha reso obbligatorio l’uso del condom sul set. Ed è anche per questo che le produzioni, grosse o piccole che siano, hanno deciso di fare i bagagli, direzione Nevada, Florida ed Est europeo. Il porno ha preso altre strade. Dove costa di meno, dove ci sono leggi e regole più aperte. Quello che solo nel 2004 era un settore che contava 20mila dipendenti, generando un business di ben 4 miliardi di dollari, adesso se ne sta andando letteralmente in fumo. E tutto perché non si vuole indossare un semplice preservativo.