Chi non ama i gay li cerca però sui siti porno


porno-gay-rapporto-googleSe la tolleranza nei confronti degli omosessuali è una questione spinosa anche in molte parti dell’Occidente ci sono Paesi nel mondo in cui essere gay è una condizione che può mettere a rischio la vita stessa. La maglia nera dell’intolleranza va al Pakistan, ambiguo alleato regionale degli Stati Uniti, che negli ultimi anni ha conosciuto una pericolosa deriva verso l’integralismo islamico. Nel paese asiatico il 98 per cento dell’opinione pubblica è convinta che l’omosessualità sia inaccettabile, un crimine contro dio e contro la legge, che in questo paese tendono spesso a coincidere. A breve distanza nella classifica dei paesi più omofobi si trovano il Kenya, con un 92 per cento, il Sud Africa e la Nigeria. In questi quattro paesi il gay sembra essere il nemico numero uno. Come insegnano i manuali di strategia la prima regola per vincere una guerra è conoscere il tuo nemico a fondo. Uno studio che dagli utenti Internet di questi paesi viene portato avanti con grande zelo.

 

Secondo un articolo del Telegraph un’analisi dei metadati di Google ha rivelato che l’omofobo Kenya è primo a livello mondiale per la ricerca sui siti porno e non solo di materiale pornografico legato alla sfera omosessuale. Subito dopo arrivano, guarda caso, proprio la Nigeria e il Sud Africa. Quarto in classifica per la ricerca delle parole “gay sex” e simili proprio il Pakistan, campione di omofobia. Se è solo quarto a livello mondiale per la ricerca di sesso gay, guadagna però il primo posto del podio quando si parla di materiale legato al porno transessuale e il sesso anale con minorenni. Per mettere le mani avanti Google ci tiene a spiegare che se in un paese si cerca molto la parola influenza non è detto che ci sia per forza un alto numero di influenzati, ma il paragone non sembra essere stato molto convincente.